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Mediateca Montanari e Biblioteca Federiciana

Mediateca Montanari - Memo

L'edificio

L'edificio che oggi ospita la Mediateca Montanari, è stato progettato dall'architetto Giuseppe Balducci, riusando i materiali provenienti dalla demolizione del convento di San Filippo che si trovava in quell'area.
La sua realizzazione, in stile "eclettico" tipico dell'epoca, durò dal 1899 fino al 1903.
L'edificio dagli inizi del Novecento fino al 1998 ha ospitato la scuola elementare intitolata a Luigi Rossi. Quando la scuola è stata chiusa, gli spazi hanno ospitato mostre d'arte, dall'Accolta dei quindici alla mostra su Giacomo Torelli.
Terminati i lavori di ristrutturazione, la Mediateca Montanari è stata inaugurata il 10 luglio 2010.
L'edificio ha mantenuto intatta la struttura scolastica originaria organizzata in ampie aule e corridoi che ospitano oggi le collezioni della biblioteca.

 

 

Il progetto

Il progetto di una nuova biblioteca a Fano è stato ideato fin dal 1999, in quanto la biblioteca Federiciana da diversi anni aveva esaurito gli spazi disponibili per incrementare il proprio patromonio, inoltre l'edificio non era accessibile a tutti gli utenti a causa delle barriere architettoniche.
Non essendo possibile disporre di una nuova struttura in grado di ospitare per intero il patrimonio documentario della Biblioteca Federiciana, si è pensato di dividere in due edifici il patrimonio storico da quello contemporaneo.
La scelta dell'edificio per la nuova biblioteca è ricaduta sul palazzo di Piazza Amiani che non ospitava più la scuola Luigi Rossi.
La realizzazione della nuova biblioteca è stata resa possibile grazie al finanziamento dalla Fondazione Montanari che nel 2005, per celebrare i 100 anni della costituzione della Società Navigazione Montanari, ha deciso di prendersi carico del progetto di restauro, che è stato formalizzato tramite un contratto di sponsorizzazione con il comune di Fano nel 2006.
Il progetto architettonico mira a raggiungere la tutela e la valorizzazione del sito archeologico, sfruttare le risorse offerte dalla ex scuola ed eliminare le limitazioni per i disabili.
L'edificio storico, che oggi ospita il patrimonio della biblioteca diviso per aree tematiche, non ha subito grandi alterazioni rispetto all'assetto originale, se non quelle dovute alla sicurezza ed all'accessibilità.
Il nuovo edificio è stato realizzato con una struttura portante in acciaio fisicamente staccata dal lato esterno della scuola ma collegata visivamente mediante due piccoli spazi verdi in modo da creare un unico ambiente.
Questo nuovo spazio multifunzionale è dedicato all'accoglienza ed allo svago dei visitatori: il punto informazioni, la caffetteria, l'accesso al giardino posto nel cortile interno della scuola, la scala che porta alla sala ipogea ed agli scavi archeologici ed il ballatoio che si affaccia come una terrazza sulla "piazza" interna.
Gli arredi hanno toni neutri ravvivati dal rosso delle sedute, delle lampade e della segnaletica interna appositamente studiata per rendere i visitatori autonomi.
I corridoi e le stanze che ospitano le collezioni e le postazioni internet non sono solo luoghi di studio ma salotti confortevoli in cui è possibile navigare, ascoltare musica o leggere in comode poltrone.

Particolari del nuovo edificio
I lati della nuova costruzione e il tetto sono stati realizzati con vetrate per consentire l'illuminazione diretta della parte ampliata e del sito archeologico. La sala ipogea è visibile dall'ingresso tramite una pavimentazione in vetro posta in corrispondenza di un braccio del peristilio.

 

 

Il restauro

Il restauro della scuola Luigi Rossi è stato affidato ad un gruppo di architetti e ingegneri coordinati dal Prof. Giampiero Cuppini, che già dal 2002 avevano seguito altre ristrutturazioni come l'Arco di Augusto, le mura romane, la Rocca Malatestiana, il Bastione Sangallo e la torre di S. Elena.
Il restauro è stato pensato per privilegiare la conservazione e la valorizzazione delle testimonianze storiche passate. Il progetto ha infatti garantito la conservazione del precedente edificio scolastico, la valorizzazione del sito archeologico e la realizzazione di una nuova biblioteca.
La scuola è stata ristrutturata senza subire modifiche nella distribuzione degli ambienti o nelle superfici architettoniche.

Alcuni esempi di restauro

I mattoni
I mattoni esterni e quelli del piano archeologico sono stati oggetto di un attento restauro conservativo, per salvaguardare le tracce della storia e delle lavorazioni artigianali usate in passato.

Convento di San Filippo
Per valorizzare un frammento di fondazioni medioevali del convento demolito, è stata modificata una scala esterna ed è stato realizzato un terrazzo che si affaccia sul reperto.

La sala ipogea
La sala realizzata sotto l'atrio è usata per le conferenze e come punto di documentazione archeologica per le scolaresche ed i turisti che partecipano al percorso di Fano Romana.
Nella sala ipogea sono visibili le colonne appartenenti al peristilio, libere dal terreno circostante e dalla galleria in cui erano racchiuse.

Le fondazioni
Sono mantenute a vista tramite una vetrata calpestabile che permette di cogliere l'estensione del tempio e i diversi modi di costruire.

La parete di contenimento
La nuova parete realizzata a confine con il giardino interno, è interrotta in corrispondenza della fila di colonne tramite un'asola che indica la continuazione del peristilio, su cui è posto un pavimento vetrato che permette di vedere l'interno della sala.
La fila di colonne è anche visibile dal pavimento dell'ingresso tramite una pavimentazione a vetri schermata da una tenda.

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